P.zza fontana di Trevi


Fontana di Trevi
    Alimentata dall'Acqua Vergine che passa per Via dei Condotti, fu fatta costruire da Niccolò V per incarico all'architetto Nicola Salvi e restaurata da UrbanoVIII con i proventi delle tasse sul vino.
    Pasquino commentò:
"Urban poi che di tasse aggravò il vino
ricreò con l'acqua il popol di Quirino".

La leggenda narra che Agrippa, rientrando a Roma con le truppe stanche ed assetate, incontrò una fanciulla, la quale condusse gli uomini a una sorgente d'acqua; Agrippa la fece poi convogliare in città chiamandola Acqua Vergine e, nel luogo dove oggi si trova la Fontana di trevi, fece innalzare un muraglione con tre vasche, che sopravvisse fino al 1453, quando iniziarono i lavori di trasformazione. Ma fu solo durante il Seicento, con Bernini, e il Settecento, con Nicola Salvi, che la Fontana verrà terminata.
    Il grosso vaso ornamentale chiamato "Asso di Picche" che si trova sulla destra sarebbe stato posto dall'architetto per celare la vista dei lavori della fontana alla bottega del barbiere, che lo aveva a lungo disturbato ed esacerbato con le sue critiche e i suoi consigli.
    Nota tipicamente barocca, un cappello cardinalizio - scolpito in travertino! - è gettato con noncuranza in mezzo alle rocce.
Particolare della Fontana di Trevi
I colori di Roma su una facciata in piazza Fontana di Trevi
    Gettare una monetina nella vasca è promessa di un futuro ritorno a Roma.
    Chi osasse appropriarsi delle monete, subirebbe condanne e pene severe sancite dalla legge: le monete della fontana appartengono al Comune di Roma, che a date fisse le raccoglie.     Quando un giovane romano doveva partire dalla città per recarsi lontano, veniva alla Fontana di Trevi insieme alla fidanzata: qui la ragazza gli porgeva un po' d'acqua raccolta nella vasca in un bicchiere nuovo. Il giovane beveva e poi rompeva il bicchiere: non avrebbe più dimenticato ne' l'amata, ne' Roma.

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Testi a cura di Silvia Zanini

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