Progetto A.D.A. PAGINA 10
Qualche volta mi faccio uno spinello, corro pericoli?
E scambiarsi siringhe?
Non corri pericoli di contrarre il virus HIV fumando spinelli .
     Nessuno dovrebbe iniettarsi droghe .
     Per quanto riguarda l'Aids, lo scambio di siringhe e' il modo piu' sicuro col quale si "prende" il virus HIV .
     La droga riduce la resistenza dell'organismo alle infezioni .
Vorrei sapere se posso ancora donare il sangue senza correre il rischio di prendermi l'Aids. Per quanto riguarda le donazioni di sangue, una circolare (n.28) stabilisce che sull'unita' di sangue verranno eseguite indagini tendenti al momento attuale al riconoscimento della presenza di anticorpi anti LAV/HTLV-III .
     Si raccomanda che tali indagini siano introdotte appena possibile sotto il profilo organizzativo e siano eseguite su ogni unita' di sangue donato .
     Qualora sia rilevata una positivita' al test ELISA, l'unita' di sangue sara' senz'altro esclusa dall'utilizzazione .
     La circolare stabilisce inoltre che debbano utilizzare per il trattamento degli emofiliaci preparati di fattore VIII e IX trattati al calore per inattivare l'eventuale presenza di virus LAV/HTLV III .
     Anche per i trapianti di organo, si stabilisce, prima di procedere all'utilizzazione di organi, parti di organi o sperma di escluderne la possibilita' per infezioni nel donatore .
     I soggetti per i quali sia confermata la presenza di anticorpi anti LAV/HTLV III debbono essere informati del significato del dato e quindi della opportunita' di prevenire la diffusione di una eventuale infezione, di non donare sangue, organi tessuti o sperma, ridurre la molteplicita' dei partners sessuali, usare preservativi per evitare il contatto dello sperma con le mucose, evitare l'uso in comune di aghi, spazzolini da denti e comunque strumenti che possano pungere o ferire .
     Tutto il sangue donato a fini trasfusionali viene oggi controllato rigorosamente ed e' stato predisposto il trattamento con calore (in grado di inattivare il virus) dei derivati del sangue destinati in particolar modo agli emofiliaci .
     Non correte alcun pericolo di contagi donando sangue in un centro trasfusionale .
     Gli aghi per le donazioni sono nuovi e appena usati vengono distrutti .
     Non vi e' assolutamente modo di venire a contatto col virus HIV donando sangue .
     Per di piu' donando il sangue si viene sottoposti gratuitamente ad una serie di esami clinici, tra cui anche quello per l'AIDS, intesi ad escludere qualsiasi pericolo per chi ricevera' in futuro la trasfusione .
     Per quanto riguarda ricevere sangue il rischio di prendere l'AIDS con una trasfusione e' stato pressoche' eliminato .
     In Italia dal 1985 le norme del Ministero della Sanita' dispongono che ogni flacone di sangue o di suoi derivati sia rigorosamente controllato prima di essere trasfuso .
     Questo controllo viene oggi eseguito in tutti i centri di trasfusione .
Se al ristorante mi serve un camerire sieropositivo, corro il pericolo di essere contagiato dall'Aids? No, non c'e' pericolo .
     Ricordiamo che, rispettate le normali norme igieniche, un sieropositivo puo' anche cucinare senza che vi siano rischi per coloro che consumeranno il cibo .
Mia figlia aspetta un bambino, se fosse sieropositiva che succederebbe ? La gravidanza in una donna sieropositiva comporta la possibilita' di trasmettere al figlio il virus HIV sia nel corso della gestazione, sia al momento del parto .
     Sussiste invece il dubbio che il virus possa essere trasmesso con l'allattamento, sebbene sia stato isolato anche nel latte di madri sieropositive .
     Il sistema immunitario del bambino appena nato e' immaturo e non in grado di difenderlo dalle infezioni .
     Infatti e' dalla madre, durante la gravidanza e con l'allattamento, che il bambino riceve gli anticorpi che lo proteggono dalle malattie .
     Il bambino di una madre sieropositiva nasce sempre sieropositivo, ma non e' detto che nasca malato o infetto .
     Dopo la nascita puo' verificarsi che il bambino ha ricevuto gli anticorpi e nasce sieropositivo, ma non e' stato trasmesso il virus .
     Dopo sei, quindici mesi dalla nascita gli anticorpi scompaiono e il bambino torna negativo al virus HIV .
     E' opportuno e necessario un costante controllo per i successivi due anni .
     Questa situazione si verifica in oltre il 60% dei casi .
     Puo' accadere che il bambino abbia ricevuto dalla madre sia gli anticorpi sia il virus .
     Nasce sieropositivo e rimane sieropositivo anche dopo molto mesi .
     Il rischio che compaiono sintomi dell'AIDS nei primi due anni di vita e' elevato .
     La gravidanza comporta una grande responsabilita', per questa ragione e' corretto chiedere consiglio al proprio medico e seguire scupolosamente le sue indicazioni .
Ho un figlio di 12 anni, come posso parlargli dell'AIDS? L'informazione chiara e semplice e' sempre la soluzione vincente .
     E' importante sottolineare il senso di responsabilita' nei confronti della propria salute sia nel caso dell'Aids che in quelle esperienze (leggi fumo) in cui e' opportuno resistere alla pressione dei compagni in quanto a 12 anni il gruppo di riferimento e' molto importante e coinvolgente per il giovani .
     E' inutile esporsi a comportamenti rischiosi .
     E' anche importante che sappiano che l'infezione HIV non si trasmette giocando con i compagni, ne mangiando con loro o al bagno .
     I contatti quotidiani non rappresentano un rischio .
     Non corrono pericoli nemmeno se nel gruppo vi e' un sieropositivo, basta essere accorti e seguire le elementari norme igieniche .
Se vengo a sapere che mio marito al quale voglio molto bene ha l'Aids posso continuare a vivere con lui ? Ovvero si puo' convivere con un sieropositivo ? I normali contatti quotidiani non sono pericolosi .
     Toccare, stringere la mano, abbracciare, star seduti vicino, non comportano il pericolo di essere contagiati .
     Chi vive con una persona malata di AIDS o con un sieropositivo, e non ha con questi rapporti sessuali, non rischia di ammalarsi purche' si attenga alle comuni norme igieniche .
     Praticamente non e' opportuno usare in comune rasoi, spazzolini da denti, pettini, forbici, pinzette, biancheria intima e tutti gli oggetti sui quali possono essere presenti anche piccolissime quantita' di sangue .
     Devono essere evitati assolutamente il contatto tra ferite, anche piccole, ogni taglio o ferita deve essere bendata fino alla completa cicatrizzazione .
     I servizi igienici devono essere quotidianamente disinfettati .
     La varechina e' un buon disinfettante .
     Il malato di Aids o il sieropositivo e' una persona e come tale ha diritto al nostro rispetto e, specialmente se legato a noi da un vincolo di affetto, da una speciale solidarieta' .
     Ogni malato ha bisogno della nostra solidarieta' e del nostro affetto, specialmente coloro i quali sono malati di Aids poiche' ancora oggi il virus HIV e' legato, nella maggior parte dei casi, alla trasgressione sessuale .
     Non essendo stato dimostrato neppure un caso di contagio dovuto alla normale attivita' di tutti i giorni, possiamo con tranquillita' vivere accanto ad un malato di Aids esprimendogli il nostro amore attraverso il quale egli prendera' la forza di continuare a vivere e a lottare .

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